Bromografo a cassetto scorrevole

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Categoria: Elettronica
Data pubblicazione
Scritto da Gianfranco Visite: 11511

  BROMOGRAFO A CASSETTO SCORREVOLE 

Come costruirsi un bromografo usando un vecchio registratore VHS.

Non voglio annoiarvi ulteriormente descrivendo che cos'è un bromografo, a che serve, vantaggi e svantaggi nell'utilizzo dello stesso, nell'adottare lampade di quel tipo piuttosto  che l'altro, descrizione dettagliata del temporizzatore utilizzato. Quello che vi presento è semplicemente una ulteriore soluzione di un bromografo.
Se avete un vecchio lettore VHS guasto o in disuso è il momento di convertirlo a un qualcosa di più utile e recuperando pezzi di elettronica e meccanica, intasando meno le discariche.


 MATERIALE UTILIZZATO
Un vecchio lettore VHS della Sony ( si evince dalle foto)
Un temporizzatore Industriale da pannello OMRON H3BA con tempi da 0.5s a 100h
4 lampade al neon UV da 8W
4 ballast recuperati da altrettante lampade a risparmio energetico.
Una lastra di alluminio a specchio.
Un pannello di POLIMAX nero opaco.
Ferraglia varia che descriverò in seguito.

 FASI DI MONTAGGIO
Ho smontato completamente il lettore e recuperato i componenti. Ho eseguito dei tagli al telaio e al pannello frontale del lettore, per adattarli allo scopo.
Le foto valgono più di mille parole.

                       


TELAIO E FRONTALINO     
Il fondo del telaio è stato completamente ricoperto da un foglio di compensato da 3 mm (recuperato)  mettendo sotto di esso dei spessori, sempre di compensato, per avere un piano di appoggio uniforme e in seguito verniciato nero opaco. Prima di fissarlo definitivamente ho fatto passare il cavo di alimentazione che và dalla presa posteriore all'interruttore di accensione posto sul pannello frontale. Tutte le aperture di aereazione del telaio sono state ricoperte con POLIMAX.  Sulla sinistra del pannello frontale l'interruttore di accensione e il porta fusibile (recuperati).
Sulla destra il temporizzatore della OMRON (stava nel cassetto inutilizzato da anni) adattando il foro della grossa manopola dei comandi del lettore e interponendo tra  il pannello e il temporizzatore un pezzo di POLIMAX per ricoprire i fori vicini.
L'apertura per l'inserimento della cassetta a nastro è stata coperta sempre da un pezzo di POLIMAX e praticati 3 fori che fanno da spia dell'avvenuta accensione delle lampade. Naturalmente dalla parte interna dei fori è stata messa una piastrina molto scura di plexiglass(la stessa usata nel lettore), per schermare i raggi UV delle lampade. Nella parte sottostante è stato tolto lo sportellino che celava gli altri comandi del lettore e con paziente lavoro di lima è stata praticata un' apertura per il cassetto scorrevole porta stampati.



La foto vale più di mille parole     .

   CASSETTO SCORREVOLE
Il cassetto scorrevole è stata la parte più dura da fare. La parte frontale è un profilato di alluminio nero lucido ad L rovesciato(recuperato). Il lato superiore del profilato entra perfettamente nell'apertura sul frontale del telaio, mentre il lato frontale del profilato è leggermente più largo in modo tale da bloccare i raggi UV. La basetta ramata viene posta tra due lastre di vetro da 4 mm di spessore, 27,5 cm di profondità e 19,5 cm di larghezza.
La lastra di vetro inferiore è incollata con del silicone all'interno di un profilato di alluminio ad U che a sua volta è solidale con il frontalino nero. La basetta ramata viene posta su questa lastra di vetro, il master sopra la basetta ed infine la seconda lastra di vetro sopra il master e contemporaneamente inserita all'interno del profilato ad U. Successivamente viene messo un secondo profilato ad U nella parte posteriore e con 4 viti, il vetro superiore viene pressato su quello inferiore in modo tale che tra la basetta ramata e i due vetri non rimanga aria che, in caso contrario come sapete certamente, pregiudica la buona riuscita della pre-sensibilazzazione.


Come al solito una foto vale più di mille parole.


 



Particolare del fissaggio del vetro superiore lato maniglia. Particolare del fissaggio del vetro superiore lato posteriore.

   
 LE GUIDE DEL CASSETTO SCORREVOLE
Molto semplicemente sono formate da due profilati di alluminio a T rovesciato e avvitate sul fondo del telaio  in modo tale che il cassetto può scorrere liberamente.
Le relative foto:


Vista dalla parte posteriore del bromografo. Vista dalla parte frontale del bromografo
                 
  IL COPERCHO DEL BROMOGRAFO
Sul coperchio del bromografo sono state montate le 4 lampade al neon e relativi ballast. Senza dilungarmi troppo nella descrizione, la foto è molto splicativa.

      Da segnalare solo che tutte le fessure di aereazione sono state coperte con POLIMAX.

  I BALLAST
Ho acquistato 7 lampade a risparmio energetico da 15W in offerta da OBI a Viterbo per la modica cifra di 9,50 euro.
Ne ho apete 4 e recuperato i relativi ballast.



L'immagine è stata ridimensionata. Clicca qui per vedere l'immagine ingrandita. Le dimensioni originali sono 768x254

 Ho segato le filettature, tolto i 2 tubi al neon, reinserito i ballast all'interno del porta lampade i quali sono stati fissati sul coperchio con del silicone. La foto vale più di mille parole:

   
  IL TEMPORIZZATORE
Segnalo che è molto preciso e per la verità sprecato per il lavoro che deve assolvere ma per non farlo uno ex-nuovo ho deciso di utilizzarlo visto che stava nel cassetto da svariati anni. Agendo con un cacciavitino su due viti poste ai lati del pannellino frontale, è possibile variare le due scale: una mostra i secondi,minuti ed ore l'altra graduata e variabile da 0-1, 0-5, 0-10. I contatti sopportano una tensione di 220V e una corrente di 5A. Il coperchio, una volta chiuso, le lampade si trovano ad una distanza di circa 4 cm dallo stampato. I raggi UV sono perfettamente schermati.
Le foto finali:

 

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Ho voluto fare una foto completamente al buio per evidenziare che le feritoie di aereazione del VHS sono state perfettamente chiuse.
  COLLAUDO FINALE
Ho eseguito il collaudo per determinare i tempi di esposizione, con la solita basetta segna tempo ed ho ottenuto, per una perfetta incisione delle piste in circa  2 minuti
 
 




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La figura mostra il master usato per la prova. In alto sono presenti varie linee orizzontali piuttosto sottili, di diverso spessore, utilizzate per verificare lo spessore minimo delle piste che possono essere stampate. Le prime 4 piste hanno spessore che va da 5 a 20  mils, cioè poco più di mezzo millimetro (un mils è un millesimo di pollice, cioè circa 0,025mm). Una serie di piste spesse separate da isolamenti piccoli e di diversa larghezza. Una linea molto grossa per testare come la stampante o la fotocopiatrice lavora con le grandi aree annerite (10 -20 mm). Una serie di linee a tratti verticali con indicati i tempi di esposizione in secondi: 10, 15, 20, 25...120, 150, 180, 240 . La prova è stata eseguita coprendo con un foglio di alluminio ( perfettamente opaco agli UV ), lasciando scoperto solo il tratto di linee alla destra della penultima tacca impostando un tempo pari alla differenza tra il tempo indicato sulla linea verticale che delimita il foglio di alluminio e quella all'immediata destra. Nell'esempio, 240 - 180 = 60 secondi. Successivamento ho spostato il foglio di alluminio alla  tacca successiva impostando il tempo a 30 sec. (180-150) e così via. Alla fine vi troverete con una basetta che, nel tratto all'estrema destra è stato esposto per un tempo pari alla somma di tutti i tempi di esposizione parziale alla luce UV (240 secondi, ovvero 4 min.). Ma non sono andato oltre i 3.5 min ed il risultato è quello della foto sotto riportata.   

 

IL RISULTATO

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  La basetta una volta sensibilizzata è stata immersa in un bagno a base di soda caustica e acqua demineralizzata ( 3-4 g di soda in mezzo litro di acqua demineralizzata). Il tempo dello sviluppo deve essere tale da rimuovere completamente il photoresist. Agitando il liquido, la basetta è pronta in 10-15 sec. ma il tempo dipende dalla concentrazione della soluzione di sviluppo. Per questa lavorazione la temperatura della soluzione non deve essere né troppo bassa né troppo alta: diciamo tra i 20 e i 30°C. Lavare accuratamente la basetta con acqua corrente prima di procede con l'incisione in cloruro ferrico. È inutile l'asciugatura o il riscaldamento che tanti consigliano; anzi a volte si rischia di graffiare la superficie, rovinando lo strato protettivo.

La macchia irregolare di rame che si vede è perchè non ho prolungato lo sviluppo nel  bagno di cloruro ferrico (FeCl3) per non portare via le piste più sottili. In realtà nella parte centrale della basetta le linee sottili non sono venute perfettamente, rispetto ai lati della basetta. Probabilmente il master non è stato pressato a dovere nella parte centrale. Sul lato sinistro invece è rimasto tutto il rame perchè come ho detto, non ho terminato completamente il test. Dal risultato ottenuto posso ritenermi soddisfatto.
 
Saluti fragger
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